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Fasolari sempre più rari: diminuisce dell’80% il pescato

Fasolari sempre più rari: diminuisce dell’80% il pescato

Il consorzio Cogemo lancia l’allarme

mercoledì 29 luglio 2026

I fasolari scarseggiano: i pregiati molluschi sono quasi scomparsi dai nostri mari. È un grido allarmato quello di Marino Regeni, presidente del Cogemo, il consorzio che gestisce la pesca dei molluschi bivalvi nei mari della nostra Regione. Complici le temperature dell’acqua anche dieci gradi sopra quelle abituali, la popolazione di fasolari non si è ancora ripresa dopo la moria del 2024. «In seguito alla moria del 2014, l’estate successiva la popolazione di fasolari si era già totalmente ripresa. Dopo la moria del 2024 non abbiamo assistito ad alcuna ripresa e oggi, a distanza di due anni, parliamo di un crollo nel pescato di fasolari dell’ordine dell’80 per cento».

«Su 32 barche che impiegano una sessantina di addetti, 7 o 8 sono ormai ferme: quelle che escono in mare lo fanno peraltro in perdita perché un’uscita anche di dieci ore (rispetto alle tre ore sufficienti a raggiungere il carico prima del 2024) non permette comunque di coprire i costi dell’uscita, anche a causa del raddoppio dei prezzi del carburante».

«A impedire la ripresa della popolazione di fasolari – osserva Regeni – potrebbero essere anche le temperature dell’acqua, eccessivamente calde: il cambiamento climatico sta impattando in maniera notevole sull’ecosistema dell’Alto Adriatico. A dieci metri di profondità la temperatura dell’acqua è spesso attorno ai 20 e addirittura 25 gradi, quando quella ideale per i fasolari è di 15 gradi, dieci in meno».

Il crollo della presenza dei fasolari è particolarmente preoccupante: si tratta infatti di uno dei prodotti più pregiati dell’Alto Adriatico – apprezzato in particolare nella ristorazione - e occupa una posizione particolare nel panorama dei frutti di mare italiani: sebbene non sia diffuso come le classiche vongole veraci o le cozze, è considerato un mollusco di notevole pregio gastronomico. A differenza delle vongole, inoltre, il fasolaro non si presta all'allevamento su scala industriale e la disponibilità sul mercato dipende quindi interamente dalla pesca naturale, gestita dai consorzi di gestione proprio per evitare la sovrapesca.