organi

Gli organi di Confcooperative Friuli Venezia Giulia vengono eletti ogni quattro anni dai delegati eletti dalle cooperative nelle assemblee territoriali. Gli organi attualmente in carica sono stati eletti nel corso dell’Assemblea regionale svoltasi il 16 marzo 2024 a Gorizia, per il mandato 2024-2028.

Consorzio Doc delle Venezie: Rigotti presidente e Bellomo vice

Verona, 13 maggio 2025 – Luca Rigotti è stato eletto Presidente del Consorzio di tutela DOC Delle Venezie. La nomina è avvenuta lunedì 12 maggio, da parte del rinnovato Consiglio di amministrazione, insediatosi a seguito dell’Assemblea dei Soci che si è svolta presso la Cantina Colli Berici di Lonigo. Nel corso dell’Assemblea sono state inoltre approvate le linee programmatiche che guideranno l’attività consortile nel prossimo periodo triennio 2025-2028.
Luca Rigotti, Presidente del Gruppo Mezzacorona e già Consigliere del Consorzio, affiancato dai Vicepresidenti Christian Scrinzi (Collis Veneto Wine Group) e Flavio Bellomo (Cantina di Conegliano, Vittorio Veneto e Casarsa) presiederà un Consiglio di amministrazione composto da 21 Consiglieri in rappresentanza della filiera vitivinicola del Triveneto, il più esteso modello di integrazione interregionale italiano che riunisce i produttori di Pinot Grigio di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento.
“Ringrazio i Consiglieri per la fiducia accordatami nell’affidarmi la guida del Consorzio di tutela” – ha dichiarato il neo Presidente Luca Rigotti – “Lavoreremo con determinazione in continuità con l’efficace attività portata avanti con lungimiranza ed equilibrio dal precedente Consiglio di amministrazione e dal Presidente Armani, che ringrazio sentitamente per il suo prezioso servizio al Consorzio in questi anni “fondativi” di grande impegno. Il nostro obiettivo primario sarà quello di consolidare e rafforzare il posizionamento ed il valore territoriale ed economico del Pinot Grigio DOC Delle Venezie, che si è confermato il vino fermo italiano più venduto al mondo. Continueremo a promuovere e mettere in atto misure di gestione del potenziale produttivo, che negli ultimi anni hanno garantito una crescita significativa della denominazione sui mercati. Oggi, più che mai, è fondamentale saper rispondere con capacità di innovazione, di programmazione e di dinamismo ai cambiamenti in atto: i nuovi modelli di consumo, la sostenibilità ambientale, economica e sociale, il consolidamento dei mercati, i cambiamenti climatici, tematiche della massima priorità che saranno al centro della nostra azione”.
Gli obiettivi del nuovo mandato sono chiari, a partire dal rafforzamento della gestione unitaria della più estesa denominazione d’origine del Paese, che si conferma oggi un pilastro per la stabilità della filiera produttiva interregionale, nonché riferimento assoluto per la varietà Pinot Grigio a livello globale, come dimostrano le performance positive della DOC registrate negli ultimi anni, con un 2024 che segna un +3% nel volume imbottigliato rispetto al 2023, per oltre 1,7 milioni di ettolitri confezionati.
Un risultato che premia l’impegno sulla qualità e sul sistema di certificazione che è stato suggellato con il contrassegno di Stato applicato su ogni bottiglia di Pinot Grigio DOC Delle Venezie, concreta dimostrazione di eccellenza e valorizzazione di uno dei prodotti iconici della viticoltura italiana, simbolo del Made in Italy nel mondo.
“Ringrazio i Consigli di amministrazione che ho avuto l’onore di presiedere in questi anni – ha dichiarato il past President Albino Armani – in un percorso impegnativo ma proficuo per il sistema Pinot Grigio, che si è dimostrato e si dimostra un caso virtuoso di coordinamento e di lungimirante amministrazione della denominazione. Auguro buon lavoro al nuovo Presidente Luca Rigotti, consapevole del grande contributo che potrà apportare per la crescita della DOC Delle Venezie”. 
Il nuovo corso del Consorzio guarda dunque al futuro con una visione chiara: valorizzare il Pinot Grigio DOC Delle Venezie come espressione autentica del territorio, puntando su qualità, certificazione, sostenibilità, innovazione e cultura del vino, con l’obiettivo di incrementare ulteriormente la presenza del Pinot Grigio su tutti i mercati mondiali.

I dati del Consorzio Pinot Grigio DOC Delle Venezie
Il Consorzio Tutela Vini DOC Delle Venezie viene costituito nel 2017 dalla comune volontà dell’intera filiera vitivinicola del Nordest d’Italia di creare il più grande modello di integrazione interregionale, includendo in un’unica grande denominazione di origine la Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia, la Provincia Autonoma di Trento ed il Veneto.
Con una superficie produttiva di 27.000 ettari ed una quantità pari a 230 milioni di bottiglie – nel contesto di una filiera produttiva composta da 6.141 viticultori, 575 aziende di vinificazione e 371 aziende di imbottigliamento – la DOC Delle Venezie rappresenta oggi l’85% del Pinot Grigio italiano ed il 43% di quello mondiale.

 

Fedagripesca FVG: Armando Spagnolo è il nuovo presidente

Il sistema della cooperazione agricola in Friuli Venezia Giulia conferma il proprio ruolo centrale nello sviluppo del comparto agroalimentare regionale. È quanto emerge dai primi risultati del report realizzato per Fedagripesca FVG – la federazione dell’agroalimentare e della pesca di Confcooperative – dal Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell’Università di Udine, presentati oggi a Codroipo, nella sala convegni della Cantina Rauscedo, in occasione dell’assemblea regionale per il rinnovo degli organi sociali.

Le 108 cooperative aderenti a Fedagripesca FVG riuniscono complessivamente 8.848 soci – aziende agricole e della pesca – e generano ricavi pari a 534 milioni di euro. In Friuli Venezia Giulia circa il 38% della produzione lorda vendibile agricola proviene da imprese che operano in forma cooperativa, un dato superiore alla media nazionale.

Nel corso dell’assemblea – introdotta dal presidente uscente Venanzio Francescutti - è stato eletto, per acclamazione, il nuovo presidente regionale di Fedagripesca FVG: Armando Spagnolo, 44 anni, imprenditore agricolo di Spilimbergo, espressione di una generazione di cooperatori impegnata nello sviluppo di modelli produttivi innovativi e sostenibili. Insieme a lui è stato confermato vicepresidente, con delega al settore pesca, Achille Ghenda. Il nuovo consiglio direttivo resterà in carica per il quadriennio 2026-2030.

Le trasformazioni in atto nel comparto agricolo saranno al centro dell’impegno di Fedagripesca FVG nei prossimi anni: “La cooperazione agricola è chiamata a investire massicciamente nell’innovazione e nello sviluppo sostenibile delle proprie produzioni – sul piano economico e gestionale non meno che ambientale – valorizzando il ruolo trainante che le cooperative agricole rivestono nelle filiere, nella digitalizzazione in campagna, nella capacità di resilienza delle aziende agricole”, ha sottolineato il neoeletto Armando Spagnolo.

E dei cambiamenti nel settore agricolo ha parlato anche il presidente uscente Francescutti introducendo il report di ricerca dell’Università di Udine: “L’instabilità dei mercati internazionali e i crescenti costi di produzione che abbiamo vissuto nell’ultimo quadriennio da un lato hanno mostrato l’efficacia delle cooperative nel favorire la tenuta e la redditività del sistema agricolo, dall’altro ci inducono a sviluppare una strategia che risponda alla riduzione del numero delle aziende e alla necessità di una loro crescita dimensionale, trovando un equilibrio con il ruolo che l’agricoltura e la pesca hanno da sempre nel presidio del territorio e nel Made in Italy agroalimentare”.

Secondo il report Confcooperative – Università di Udine, negli ultimi decenni il sistema agricolo regionale ha attraversato un processo di concentrazione: le aziende sono circa 16.400, mentre la superficie agricola utilizzata è cresciuta del 3% negli ultimi dieci anni. La dimensione media aziendale è oggi di 13,7 ettari, superiore alla media nazionale di 11,1 ettari.

Anche il sistema cooperativo ha vissuto una riorganizzazione: le cooperative agricole e della pesca sono passate da 227 nel 2011 a 126 nel 2025 (-44,5%). Nonostante la riduzione numerica, la cooperazione mantiene un peso economico rilevante e contribuisce a rafforzare la capacità delle imprese di accedere ai mercati e valorizzare le produzioni, in particolare nei comparti vitivinicolo, lattiero-caseario e ortofrutticolo.

L’analisi dei dati della Rete di Informazione Contabile Agricola (RICA) del CREA evidenzia inoltre come le aziende inserite in sistemi cooperativi registrino performance mediamente migliori: il reddito netto medio raggiunge circa 66 mila euro, contro i 55 mila delle aziende non cooperative.

Il report individua tra le principali sfide per il settore il ricambio generazionale, la carenza di manodopera qualificata, l’aumento dei costi produttivi e la pressione competitiva sui mercati internazionali. Tra le priorità strategiche emergono investimenti in innovazione e sostenibilità, rafforzamento della governance e maggiore apertura ai mercati esteri.

All’assemblea sono intervenuti il presidente di Confcooperative Friuli Venezia Giulia Daniele Castagnaviz, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier e il presidente nazionale di Confcooperative Fedagripesca Raffaele Drei che nelle sue conclusioni ha ricordato che “In una situazione così complessa, abbiamo un'estrema necessità di continuare a creare aggregazione tra i produttori agricoli, per poter ricercare, con grande forza, le opportunità che questo nuovo quadro internazionale potrà offrire, anche alla luce dei canali commerciali che ritenevamo consolidati e che, per tanti anni, ci hanno dato soddisfazione, ma ora sono a rischio. Dobbiamo puntare sull'identificazione del prodotto, sulla capacità di aggregare e, quindi, di stare assieme, puntando sull'innovazione: credo che saranno le chiavi sulle quali dobbiamo veramente concentrarci per riuscire, in Friuli come nel resto del paese, ad avere un'agricoltura ancora competitiva e soprattutto ancora in grado di dare il meglio ai consumatori italiani ed europei”.



Chi è il nuovo presidente Armando Spagnolo

Titolare di un’azienda agricola a prevalente indirizzo cerealicolo, è vicepresidente della cooperativa Spagnolo Agroenergia, realtà impegnata nella gestione di un impianto a biogas e nello sviluppo di una filiera energetica sostenibile integrata con l’attività agricola. Da un anno ricopre inoltre il ruolo di presidente del Circolo Agrario Friulano, cooperativa storica attiva nella commercializzazione di mezzi tecnici per l’agricoltura, cereali e prodotti per il giardinaggio, punto di riferimento per numerose imprese del territorio. Il nuovo presidente affianca all’attività imprenditoriale un impegno consolidato in ambito istituzionale e formativo: è consigliere di SoForm, ente accreditato per la formazione professionale a Pordenone, e componente dell’Autorità per l’energia del Friuli Venezia Giulia (APE). Dal 2024 siede nel consiglio di Fedagripesca FVG e in quello di Confcooperative Pordenone. Dal 2018 ricopre inoltre l’incarico di assessore comunale nel Comune di Spilimbergo.

Pesca: sempre più critica la situazione del comparto in FVG

L’allarme per il granchio blu peggiora anche in Friuli Venezia Giulia, al punto che l’intero settore ittico potrebbe collassare. Un problema che si aggiunge agli effetti dei cambiamenti climatici e delle ondate di caldo che stanno mettendo a rischio la produzione ittica, alterando l’ecosistema.
È un vero grido di allarme quello che giunge dai pescatori della nostra regione. Nei soli primi quattro mesi del 2026 – fa sapere Confcooperative Friuli Venezia Giulia -, è stato pescato un quantitativo di granchio blu pari a tutto il 2025. «Ormai il granchio blu finisce nelle reti anche a 3-4 miglia dalla costa, dove in un un’unica uscita possono finire nelle reti anche 150 kg di granchio blu», spiega preoccupato Achille Ghenda, coordinatore del settore pesca di Confcooperative Fvg. «Se fino a ieri era un problema soprattutto in laguna, ormai ha conquistato il largo e minaccia tutto l’ecosistema marino».
In parte, il granchio blu è stato possibile valorizzarlo anche come risorsa per la ristorazione, e oggi è possibile piazzarlo a prezzi che possono andare da 1,9 a 2,2 euro al chilogrammo. Si tratta, però, di un palliativo parziale che compensa solo parzialmente i gravi danni a tutte le altre specie abitualmente pescate nei nostri mari.
La stagione 2026 è ulteriormente aggravata da fattori stagionali, aggiunge Ghenda, e dalla diffusione nel Golfo di Trieste della vaccarella, una specie protetta che tuttavia nel nostro golfo è diventata invasiva e sta provocando danni molto gravi alla mitilicoltura.
Una situazione che ormai non è più solo episodica ma di crisi strutturale, che impatta su cooperative, organizzazioni di produttori, consorzi e singoli pescatori lungo tutta la costa dell’Alto Adriatico.
«In questa situazione, il rischio maggiore è che allo sbarco di operai segua il disarmo delle barche e la progressiva scomparsa della professione: se non c’è sicurezza di continuità della professione, è difficile trovare personale e convincere i più giovani a investire in questo lavoro», spiega Ghenda. La gestione sostenibile delle risorse marine – tra fermo pesca periodici, limite di 4 uscite settimanali e 120 giornate di pesca all’anno, per fare degli esempi – che già limita fortemente l’attività della pesca per evitare la sovrapesca, è ora sottoposta a fattori esterni – granchio blu, vaccarella, cambiamenti climatici e di temperatura – non controllabili. «Occorrono interventi strutturali per salvaguardare la filiera regionale della pesca e la continuità delle imprese. La collaborazione e il sostegno delle istituzioni regionali è ottimo, ma la preoccupazione del settore è davvero alta», conclude Ghenda.