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18/12/2012 Confcooperative
6 interventi per le imprese cooperative

Il presidente regionale, Franco Bosio.
Il presidente regionale, Franco Bosio.

Un pacchetto di misure per accompagnare le imprese fuori dalle “secche” della crisi in cui si trovano. A proporlo è Confcooperative del Fvg: «Confcooperative conta in Fvg più di 700 cooperative associate in tanti settori diversi – spiega il presidente regionale, Franco Bosio -. Tutte aziende alle prese con una crisi che le stringe in una morsa tra i ritardi nel ricevimento delle somme dovute da parte delle Pubbliche amministrazioni (da cui dipendono molte imprese dei servizi e del socio-sanitario), e la difficoltà di accedere al credito bancario per operare gli investimenti necessari». Conferma la situazione di difficoltà Nicola Galluà, segretario generale dell’organizzazione, che sottolinea la necessità di un cambio di mentalità della PA: «Purtroppo la pubblica amministrazione è sovente più d’intralcio che d’aiuto, con richieste di documentazione onerose e incomprensibili, senza la benché minima comprensione che ogni ora spesa per pratiche burocratiche è un costo ulteriore che grava su imprese già in difficoltà». Ecco, perciò, gli interventi proposti da Confcooperative Fvg per favorire l’uscita dalla crisi e la creazione di nuove imprese e occupazione.

1. La PA – in particolare enti locali e Aziende sanitarie – deve impegnarsi a rispettare i tempi di pagamento, per consentire alle imprese di uscire dalla crisi di liquidità che investe in maniera particolare le cooperative: spesso, infatti, esse sono sottocapitalizzate e, quindi, più vulnerabili alla crisi del credito. Da sola, questa misura consentirebbe un netto miglioramento della situazione debitoria di moltissime imprese, in particolare delle cooperative sociali.

2. Tutte le forme di collaborazione tra i diversi Confidi vanno al più presto implementate per contribuire a sbloccare gli investimenti delle imprese sane.

3. Creazione dell’organismo pagatore regionale per i contributi alle aziende agricole, per bypassare le lentezze dell’Agea: quello del ritardo nei pagamenti è una piaga anche per l’agricoltura.

4. Favorire l’aggregazioni tra imprese. È un tema centrale. Bisogna far crescere la dimensione media delle cooperative e incentivarle a sviluppare reti di collaborazione fra loro, a esempio attraverso misure di defiscalizzazione.

5. Il perdurare della crisi economica richiede uno spostamento di risorse dagli strumenti di sostegno al reddito, alle misure che incentivano la messa in proprio dei lavoratori espulsi dal mercato del lavoro o le cui imprese sono in crisi. Serve una nuova normativa, sul modello dell’ex Legge Marcora, che faciliti la presa in carico delle situazioni di crisi da parte degli stessi lavoratori creando nuove cooperative. Un modello utilizzato molte volte anche in Fvg, ma ancora poco diffuso, complicato, rischioso e non adeguatamente sostenuto finanziariamente.

6. La PA deve essere un vantaggio competitivo per le imprese regionali e non un ostacolo a causa di eccessive rigidità nei rapporti con la realtà economica, tempi lunghi, esose richieste di documentazione. Inoltre, i tempi di erogazione dei contributi devono essere più ridotti per far sì che essi intervengano effettivamente nei momenti di bisogno dell’impresa, così da ottenere un effetto “moltiplicatore” degli investimenti e della crescita.

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