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17/05/2011 Circolari tecniche
Agrienergie: decreto rinnovabili in favore di biomasse agroindustriali

Il nuovo decreto sulle rinnovabili promuove l'impiego di sottoprodotti agroindustriali per la produzione di biogas. Il decreto appena varato determina condizioni di particolare interesse attorno all’impiego di sottoprodotti agroindustriali per la produzione di biogas.

Con l’entrata in vigore del recente D.Lgs. n. 28/2011, con cui è stata recepita la direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, sono state fornite alcune certezze sul fronte delle incentivazioni economiche:

- È stato esplicitato che la tariffa omnicomprensiva, pari a 0,28 €/kWh, è garantita sino al 31-12-2012 ed è costante per tutta la durata del periodo di incentivazione (15 anni);

- Sono stati tracciati gli orientamenti per la revisione del sistema di incentivazione per gli impianti Iafr (impianti alimentati a fonti rinnovabili) che entreranno in esercizio dopo il 31-12-2012, delineando un sistema che avrà come base un importo uguale per tutti gli impianti di biogas, a cui sommare dei bonus specifici legati a particolari aspetti in funzione delle matrici avviate a digestione anaerobica (effluenti zootecnici e sottoprodotti agroindustriali).

In pratica il decreto appena varato sta suscitando un grande interesse attorno all’impiego di sottoprodotti agroindustriali per la produzione di biogas; pertanto la necessità di chiarire il contesto normativo in cui occorre muoversi in fase autorizzativa diventa un aspetto fondamentale.

I sottoprodotti di origine agroindustriale, nel momento in cui vengono destinati ad un impianto di fermentazione anaerobica di tipo agricolo, devono essere gestiti come sottoprodotti ai sensi del nuovo art. 184-bis della Parte IV del D.Lgs. n. 152/06, così come recentemente modificato dal D.Lgs. n. 205/2010 con cui è stata recepita la direttiva 2008/98/CE.

Nella nuova Direttiva rifiuti 2008/98/CE il concetto di sottoprodotto è stato ripreso in un’ottica di semplificazione e allargamento delle possibilità di applicazione rispetto al passato, evidenziando due aspetti particolarmente importanti:

  • con la vigente definizione in primo luogo sono ammessi “trattamenti”, purché facciano parte della normale pratica industriale;
  • il concetto di “parte integrante” di un processo produttivo permette di allargare i confini entro cui si colloca la produzione dei sottoprodotti.

Secondo quanto previsto dal D.Lgs. n. 205/2010, art. 12, modifica all’art. 184-bis, una sostanza, affinché non fosse da considerarsi rifiuto, deve soddisfare i seguenti criteri, requisiti e condizioni:

  1. la sostanza o l’oggetto è originato da un processo di produzione, di cui costituisce parte integrante, e il cui scopo primario non e' la produzione di tale sostanza od oggetto;
  2. è certo che la sostanza o l'oggetto sarà utilizzato, nel corso dello stesso o di un successivo processo di
    produzione o di utilizzazione, da parte del produttore o di terzi;
  3. la sostanza o l'oggetto può essere utilizzato direttamente senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale;
  4. l’ulteriore utilizzo é legale, ossia la sostanza o l'oggetto soddisfa, per l'utilizzo specifico, tutti i requisiti pertinenti riguardanti i prodotti e la protezione della salute e dell'ambiente e non porterà a impatti complessivi negativi sull'ambiente o la salute umana.

Nel suddetto decreto non risulta più obbligatorio che i sottoprodotti abbiano un valore di mercato (come previsto dal precedente D.Lgs. n. 152/2006); ciò non vuol dire che i sottoprodotti non debbano essere pagati, ma solamente che il requisito non è vincolante per la loro gestione al di fuori del contesto normativo rifiuti.
Anche con la nuova definizione di sottoprodotto il primo dei requisiti da garantire è la certezza del riutilizzo, si tratta di un concetto fondamentale per dimostrare che la sostanza in gioco non ha a che vedere con il concetto di rifiuto.

Per quanto riguarda le progettualità concernenti l'avvio di impianti a biomassa, l'invito è a contattare Confcooperative Fedagri al 0432 600546 o direttamente:

ballico.p@confcooperative.it  Pietro Ballico

dean.g@confcooperative.it  Giovanni Dean

spagnolo.a@confcooperative.it  Armando Spagnolo

leita.g@confcooperative.it  Gioia Leita

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