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06/05/2011 Confcooperative
Federcoopesca: su "Udine Economia" intervista a Regeni

Il mensile della Camera di Commercio di Udine dedica un'intervista al neopresidente della federazione regionale.

Fabrizio Regeni è da febbraio il nuovo presidente di Federcoopesca: l’organizzazione di settore della galassia Confcooperative, conta 20 cooperative attive con circa 500 soci, 339 addetti e un fatturato di oltre 22 milioni di euro. Regeni è “cresciuto” professionalmente all’interno della Cooperativa Pescatori San Vito di Marano Lagunare, la più grande cooperativa di pescatori del Friuli Venezia Giulia.
«Credo che il lavoro svolto con la cooperativa di Pescatori San Vito di Marano Lagunare possa essere un punto di riferimento e di partenza per il mio mandato: è la cooperativa più importante del Friuli-Venezia Giulia. Associa circa 300 pescatori professionali dai 15 ai 65 anni, conta circa di 80 motopescherecci che esercitano la pesca marittima e oltre 200 piccole imbarcazioni con le quali esercita la pesca tradizionale (lagunare e marittima) e la raccolta delle vongole veraci. A terra si avvale di 16 dipendenti amministrativi, contabili ed operai, che operano per le oltre 170 imprese di pesca associate alla cooperativa. Tra molluschi e pesce, la produzione media annuale della cooperativa raggiunge circa i 4 milioni di chilogrammi».

Sono numeri significativi. Con queste basi, quali gli obiettivi che si possono raggiungere?
«Tutta la pesca e la mitilicoltura regionale possono vantare numeri significativi ed una riconosciuta qualità: inoltre negli scorsi anni sono intervenuti processi di aggregazione, ad esempio con la nascita del Cogiumar, che sono un punto di forza del sistema Federcoopesca. Anche l’accordo per la cassa integrazione in deroga alla piccola pesca è stato un risultato importante: siamo l’unica Regione ad aver previsto questo strumento che, in un momento di difficoltà, si è rivelato di grande importanza: la garanzia di avere un introito costante, valorizza e rafforza il rapporto che c’è e ci dovrà essere tra la cooperativa e i suoi affiliati.
Ora la grande sfida è garantire al pescatore la valorizzazione del pescato locale, anche attraverso accordi di filiera corta, e comunque la vendita di tutto il pescato conferito».

Come raggiungere questo risultato?
«La vera sfida è diversificare l’attività: e per fare questo è necessario coinvolgere il maggior numero dei soci delle cooperative in un processo di evoluzione che porti verso nuove attività di pesca, ad esempio, l'acquacoltura. Anche le esperienze nella ristorazione della Cooperativa Pescatori di Grado e della Colmi al Villaggio del Pescatore sono positive e indicano una strada che porterà certamente importanti soddisfazioni economiche al pescatore».

Federcoopesca ha anche avviato un percorso di collaborazione con alcuni Gruppi di Acquisto Solidale…
«Esatto. Un ulteriore passo per il movimento regionale della pesca sarà il rapporto con i Gas: il loro approccio critico e consapevole al consumo ci permetterà di valorizzare la qualità del nostro pescato: i criteri che guidano la scelta dei fornitori in genere sono infatti all'insegna della qualità del prodotto, della vicinanza all’origine del fornitore e dell'impatto ambientale totale. Abbiamo già avviato le prime sperimentazioni con i GAS di Staranzano e Ronchi».

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