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16/03/2011 Confcooperative
Mutualità oltre l’80 per cento nelle imprese di Confcooperative

Saranno 409 le cooperative che, nel 2011, Confcooperative Fvg sottoporrà alla periodica revisione contabile. Nel 2010, le imprese revisionate erano state 360 con solo 6 diffidate, dunque, con esito non positivo: «E’ un risultato positivo per l’intero movimento cooperativo: l’attenzione e la competenza del corpo revisori ha consentito in questi anni di aumentare la capacità di controllo, consentendo una crescita del know how dei vertici delle cooperative regionali, comprese le più piccole o quelle operanti nei settori più tradizionali», conferma Nicola Galluà, il segretario generale di Confcooperative Fvg che, per numero di associate (737), è la più importante Associazione di rappresentanza a cui la legge affida il compito di effettuare l’attività di vigilanza sulle cooperative.

Tra gli oggetti dell’attività di revisione vi è la natura mutualistica delle cooperative: «Il tasso di mutualità delle società aderenti a Confcooperative Fvg è mediamente attorno all’85 per cento e, nel 55 per cento dei casi, più di metà dei soci partecipa all’assemblea annuale – afferma Paolo Tonassi, responsabile regionale dell’attività di revisione –. La continua partecipazione dei soci alla vita democratica delle cooperative garantisce il ricambio costante del management e, dunque, la vitalità delle imprese e la loro capacità di innovare».

L’alto tasso di mutualità è anche una conferma del ruolo fondamentale che le cooperative hanno a presidio di alcune filiere: «Nel comparto agroalimentare, cui afferiscono oltre 180 cooperative - Spiega Tonassi -, mutualità significa trasformare e commercializzare prevalentemente il prodotto delle aziende socie, cui sono ristornati gli utili della cooperativa: tenuto presente che in alcune filiere, come quella del vino o del latte, le cooperative presidiano oltre il 60 per cento della produzione, è evidente il ruolo assolutamente centrale del movimento cooperativo nelle strategie di filiera».

I dati sono emersi a margine di un convegno, tenutosi a Codroipo, durante il quale Confcooperative ha chiamato a raccolta una quarantina di revisori (commercialisti ed esperti contabili iscritti all’apposito albo), ai quali è affidato il compito di vigilare sulle società cooperative. L’attività di revisione, dall’inizio del 2011, ha visto l’introduzione di nuove norme che consentono una significativa sburocratizzazione: «E’ un’innovazione importante, che permette di realizzare la vigilanza con maggiore efficienza: il nostro impegno, ora, è teso ad accrescere la capacità di elaborazione dei dati raccolti, per avere un quadro sempre più aggiornato ed esaustivo del sistema cooperativo e del suo “stato di salute”», ha concluso Galluà.

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