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09/03/2011 Confcooperative
Gli essiccatoi pronti a cogliere le opportunità del Piano cerealicolo nazionale

Al seminario organizzato da Fedagri-Confcooperative Fvg, il segretario generale, Nicola Galluà afferma: "La cultura della qualità è patrimonio della nostra filiera".

Gli essiccatoi cooperativi del Friuli Venezia Giulia, sono pronti a fare sistema e a entrare da protagonisti nel Piano cerealicolo nazionale. È quanto è emerso al termine di un seminario organizzato a Udine da Fedagri-Confcooperative Fvg, incentrato sulle relazioni di Pier Luigi Romiti e Herbert Lavorano.

«E’ da almeno dieci anni che gli essiccatoi del Fvg sono impegnati in un lungimirante percorso di valorizzazione della qualità del mais – dice Nicola Galluà, segretario generale di Confcooperative Fvg -. Già oggi i nostri 10 essiccatoi dispongono di moderni sistemi di rilevamento di umidità e temperatura per monitorare le diverse fasi dello stoccaggio dei cereali. Un’esperienza decennale che ha diffuso una cultura della qualità che consente oggi al mais friulano di essere riconosciuto e venduto anche in Lombardia come mais di alta qualità, in particolare per la bassa presenza di aflatossine».

Sono oltre 15mila, in regione, le aziende agricole attive nel comparto cerealicolo, di cui 7mila aderiscono alla cooperazione. Oltre il 50 per cento della produzione, superiore a 800 mila tonnellate (per un valore pari a 80 milioni di euro) è conferito agli essiccatoi cooperativi.

Sbloccato dopo due anni di inattività, il Piano Cerealicolo Nazionale si pone l’obiettivo di sviluppare una rete di relazioni di filiera da spendere anche commercialmente. La prima linea d’azione finanziata del Piano riguarda la creazione di una Rete Qualità Cereali a livello nazionale che, da un lato metta in rete esperienze locali e, dall’altro, consentendo una tracciabilità della qualità dei singoli lotti, permetta di valorizzarne la qualità spuntando prezzi maggiormente remunerativi per gli agricoltori nel rapporto con l’industria di trasformazione. Il Piano mira a instaurare un sistema di rilevamento e tracciabilità della qualità merceologica (proteine, umidità ecc.), sanitaria (micotossine, aflatossine) e di altre caratteristiche richieste dai mangimifici: un sistema di questo tipo consentirà di valorizzare, anche economicamente, l’impegno dei produttori e delle cooperative nel monitoraggio della qualità del prodotto. Il progetto prevede poi la trasmissione dei dati dal centro di stoccaggio a un supervisore (oggi, in Fvg, i dati vengono inviati all’Ersa).

L’apertura del Bando è prevista per la fine di marzo. Gli stanziamenti di cui è dotato non sono ancora sufficienti a raggiungere gli obiettivi necessari al rilancio della cerealicoltura, ma vanno nella giusta direzione della valorizzazione della qualità delle produzioni: solo così infatti il sistema agricolo italiano (importatore di cereali) può rispondere alla concorrenza internazionale e cercare di stabilizzare i prezzi delle materie prime. Dal momento della pubblicazione del Bando, ci saranno 45 giorni di tempo per presentare i progetti di filiera. La cooperazione agricola del Fvg, forte dell’esperienza maturata dagli essiccatoi nel perseguimento della qualità delle produzioni, metterà in campo tutta la propria capacità progettuale.

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