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14/03/2011 Confcooperative
Psr: 5,5 milioni di euro per le energie rinnovabili

«Le fonti rinnovabili rappresentano una grande opportunità per le aziende agricole, un’evoluzione verso forme di agricoltura economicamente sostenibile e multifunzionale, più flessibile rispetto alle oscillazioni dei mercati e capaci di produrre redditi non trascurabili», ha affermato Giorgio Giacomello, presidente di Fedagri-Confcooperative Fvg, nel corso di un recente convegno organizzato a Codroipo dall’associazione, in collaborazione con la società Nexus, spin off dell’Università di Udine. Fra le soluzioni possibili, il biogas offre particolari vantaggi per la sua perfetta complementarietà con le attività agricole tradizionali. L’ha messo in evidenza l’economista agrario Mario Gregori, docente dell’Università di Udine. La tariffa unica onnicomprensiva garantisce di pianificare il ritorno economico dell’impianto in un periodo di 15 anni: in particolare, l’utilizzo di mais insilato per la produzione di biogas ha una resa economica di 4 volte superiore rispetto a quello della sua vendita come alimento zootecnico. Fino a oggi, però, in Friuli Vg questo tipo di impiego non ha trovato adeguato sviluppo, con solo 4 impianti a biogas attivi in regione dei 273 totali in Italia.

Con la pubblicazione del Bando Misura 311 del Psr, finalizzato alla diversificazione delle imprese agricole verso attività maggiormente remunerative, la Regione ha destinato 5,5 milioni di euro per gli impianti energetici aziendali. I finanziamenti favoriranno i piccoli impianti (con un massimo di 500 Kw di potenza), alimentati con sottoprodotti di origine agricola (reflui zootecnici, residui di potatura) e/o sottoprodotti di origine forestale (scarti del bosco), fino a una cifra massima di 200mila euro ciascuno, con un aiuto che interverrà fino a un tetto pari al 50 per cento del costo dell’impianto.

«Una reale opportunità che, per essere colta, richiede lo sforzo congiunto di più agricoltori – spiega Nicola Galluà, segretario generale di Confcooperative Fvg -. Sia l’entità dell’investimento che le superfici agricole necessarie per disporre di sufficienti quantitativi di biomasse, rendono ideale la gestione cooperativa di impianti di questo tipo. Grazie alle risorse messe a disposizione dalla Regione, contiamo di poter aggregare diverse aziende attorno a vari progetti. Una strada su cui vogliamo fare da modello di riferimento; una delle vie da percorrere per restituire redditività e adeguati margini alle imprese agricole», conclude Galluà.

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