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16/11/2010 Confcooperative
Confcooperative Fvg: non penalizzare la cooperazione

Il Comitato di presidenza di Confcooperative ha ribadisce la propria posizione all’assessore regionale Savino. I dati confermano la capacità del movimento cooperativo di mantenere l’occupazione e contenere il ricorso alla Cassa integrazione

«La cooperazione ha risposto con efficacia agli effetti negativi della crisi: anche nel 2009, anno horribilis per il nostro sistema economico, le cooperative hanno incrementato l’occupazione (+0,9%) e hanno registrato uno scarso utilizzo degli ammortizzatori sociali (meno del 3%), in controtendenza con le altre forme imprenditoriali». Lo ha ribadito il presidente di Confcooperative Fvg, Franco Bosio, durante l’odierno incontro del Comitato di presidenza dell’organizzazione cooperativa, dopo l’incontro con l’assessore regionale alle finanze, Sandra Savino, che ha incontrato recentemente le 3 centrali cooperative (oltre a Confcooperative, Legacoop e Agci) per presentare alle parti sociali le linee guida della legge Finanziaria regionale per il 2011.
Confcooperative ha osservato come, in un particolare momento di crisi economica che ha colpito tutte le imprese sul mercato, quello più esposto alla rigidità di bilancio operate dagli enti locali siano proprio le cooperative: «Gli appalti al massimo ribasso – continua Bosio - hanno scaricato i costi della crisi sulle cooperative determinando una forte sofferenza da parte delle imprese; a fronte di ciò rimane l’impegno del movimento a garantire la qualità dei servizi erogati, consapevoli del ruolo fondamentale che oggi la cooperazione riveste per molte famiglie e per le fasce più deboli della società».
Un incontro, quello con la Savino, giudicato utile e costruttivo dalla Confcooperative per comprendere gli orientamenti del bilancio regionale: «Alla Regione abbiamo chiesto di riconoscere che il comparto si è già fatto carico di importanti sacrifici – conclude Bosio – dopo i pesanti tagli di finanziamenti del 2010, il settore deve poter ricominciare a crescere e investire e in particolare vanno mantenute, se non recuperate, le risorse per il settore delle cooperative sociali: i dati sull’occupazione nel movimento cooperativo dimostrano che dal movimento cooperativo può arrivare un contributo al contenimento degli effetti sociali della crisi».

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