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01/11/2010 Confcooperative
Autotrasporto: Confcooperative Fvg chiede il rispetto delle norme anche agli operatori d’oltreconfine

Il problema della concorrenza degli operatori d’oltreconfine, in materia di cabotaggio, è reale, e particolarmente complesso. Senza avanzare nessuna preclusione nei confronti dei vicini, Confcooperative Fvg chiede il rispetto della normativa italiana da parte di tutti gli operatori sul mercato, soprattutto perché finalizzata a garantire la sicurezza dei viaggiatori e a regolare la concorrenza. È il punto di vista espresso da Patrizia Fantin di Confcooperative Fvg, durante un incontro con l’onorevole Angelo Compagnon, sulle gravi problematiche regionali del cabotaggio. L’autotrasportatore dell’Est che opera in Italia è tenuto al rispetto di norme ben specifiche.

A esempio, nel caso delle patenti professionali per il trasporto persone, c’è l’obbligo per il conducente di sottoporsi al test alcolemico e tossicologico; un adempimento non banale, posto a tutela della sicurezza dei viaggiatori, ma che non sempre viene rispettato. L’irregolarità più comune è comunque la non applicazione o non pagamento dell'Iva per i servizi di noleggio effettuati all'interno dello Stato italiano e il conseguente mancato versamento all'Agenzia delle entrate: comportamento che si traduce in una disparità di competitività che danneggia le imprese italiane.

«Nonostante il significativo aumento delle sanzioni per le irregolarità degli autotrasportatori esteri, introdotto di recente nel Codice della Strada – spiega Fantin – le imprese di autotrasporto del Triveneto soffrono di una grave crisi, essendo vincolate a un regime fiscale meno vantaggioso. Servono ora ulteriori e più incisive norme, anche di natura finanziaria, che permettano l'effettivo miglioramento delle condizioni lavorative degli autotrasportatori di merci e persone, e un sistema di controlli più stingente nei confronti dei vettori comunitari che entrano nel territorio nazionale, per garantire il rispetto della normativa italiana cui le imprese locali sono sottoposte».

Per il presidente regionale di Confcooperative, Franco Bosio: «Il processo di integrazione europea e l’apertura dei mercati è senz’altro positivo, ma deve restare fermo il rispetto, da parte di tutti, delle normative nazionali». Nell’autotrasporto, però, le norme comuni dell’Ue sono pochissime: la principale riguarda i tempi di guida e di riposo per i conducenti, per tutto il resto vi è una variopinta galassia di norme nazionali da rispettare per chi, a scopo professionale, conduce un automezzo.

Angelo Compagnon, da parte sua, ha condiviso le preoccupazioni di Confcooperative e ha convenuto sul fatto che è oramai improcrastinabile la stesura di «una nuova disciplina in materia di trasporto di persone e merci, in grado di garantire il pieno rispetto di una leale concorrenza fra gli operatori degli Stati membri dell’Ue».

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