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03/08/2010 Confcooperative
Messo a punto un sistema integrato tra Ass 6, Unione cooperative e coop sociali

L’Azienda per i servizi sanitari n. 6 Friuli occidentale, l’Unione delle cooperative della provincia di Pordenone e le stesse cooperative sociali, anticipano la normativa regionale. Affrontata e superata, infatti, da cooperative (8), associazioni (1) ed enti mutualistici (1) la fase prequalificazione, che ha consentito alla Ass 6 di individuare 10 soggetti del privato no-profit al quale fare riferimento per l’affidamento, in via diretta, della gestione di servizi a favore di persone diversamente abili. Ottenuto questo risultato, è stata sottoscritta oggi, presso la sede di Confcooperative, una convenzione di durata triennale tra l’Azienda e i dieci soggetti del privato sociale, per la gestione di centri diurni e residenziali presenti sul territorio della provincia di Pordenone, in grado di ospitare persone con disabilità lieve, media e grave. Il verbale di accordo per la definizione della convenzione è stato firmato dal presidente di Confcooperative Pordenone, Virgilio Maiorano, e per la Ass 6, dal coordinatore sociosanitario Alberto Grizzo; la convenzione, invece, è stata firmata dal direttore generale della Ass 6, Giuseppe Tonutti, e dai presidenti delle cooperative: Futura, Il giglio, Il ponte, Acli, Il granello, Itaca, Il piccolo principe e Solidarietà familiare, dall’ente Centro formazione Pordenone-Villaggio del Fanciullo, e dall’associazione Laluna.
«La novità di questa iniziativa – ha spiegato Alberto Grizzo – sta nel fatto che ragioniamo in termini di sistema integrato territoriale: non un semplice accordo tra soggetti, ma la condivisione della visione del territorio. Usciamo dal singolo e iniziamo a costruire una rete territoriale».
La convenzione arriva al termine di un anno di sperimentazione e anche al superamento della prequalificazione alla quale si sono sottoposti i soggetti no-profit, anticipando in questo modo la normativa regionale – in corso di elaborazione – e che probabilmente entro l’anno imporrà la qualificazione a tutti i soggetti che intendano operare nel settore sociale.
«Direi che si tratta di un traguardo molto importante e di grande valore – ha aggiunto Virgilio Maiorano – che unisce realtà aderenti a Confcooperative, e non solo, alle quali garantisce stabilità gestionale per un triennio, ma anche la possibilità di progettare nel medio periodo il lavoro con le famiglie e le persone beneficiarie».
Altro elemento fortemente innovativo è l’abbandono del concetto di “presa in carico” in favore della creazione di un sistema a rete fra tutti i soggetti coinvolti e di una nuova responsabilità territoriale. «Siamo a dare il “la” – ha concluso Grizzo – ad un percorso tutto nuovo, una premessa di vera inclusione sociale che eviti l’istituzionalizzazione di secondo livello, ovvero che le persone diversamente abili si confinino all’interno delle strutture. E direi che le premesse per questo risultato sono davvero le migliori».

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