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16/06/2010 Confcooperative
Nasce il Coordinamento cerealicolo di Confcooperative

Si è costituito il Tavolo di coordinamento del settore cerealicolo di Confcooperative Fedagri FVG, con un incontro nella sede di Confcooperative Fvg a Udine, al quale hanno partecipato i presidenti degli essiccatoi cooperativi regionali. Moderato da Giorgio Giacomello (presidente di Fedagri Fvg, nella foto in basso), l’incontro ha fatto il punto sulle sfide e le nuove progettualità che coinvolgono il comparto cerealicolo della regione.
«La redditività dei soci agricoltori è l’obiettivo che intendiamo perseguire – spiega Nicola Galluà, segretario generale di Confcooperative Fvg –. Per raggiungerlo, il nostro sforzo sarà teso a supportare il sistema degli essiccatoi attraverso l’innovazione e il miglioramento dell’organizzazione interna.»
Il settore comprende nella nostra regione oltre 15 mila aziende agricole di cui 7 mila aderiscono alla cooperazione. Oltre il 50% della produzione, nel 2008 superiore alle 800 mila tonnellate, per un valore attorno agli 80 milioni di euro, è conferita alle cooperative, che lavorano circa 450 mila tonnellate di cereali.
«Il settore cerealicolo è uno dei più colpiti dal calo generalizzato dei prezzi dei prodotti agricoli: i costi di produzione invece non si riducono e ciò influisce pesantemente sul reddito degli agricoltori soci delle cooperative» – ha spiegato Giorgio Giacomello.
Investimenti strutturali e produttivi, ammodernando gli impianti e puntando alla valorizzazione della qualità del prodotto: su questi punti si concentra la strategia di Confcooperative-Fedagri per il rilancio della cerealicoltura. L’organizzazione, che associa 188 cooperative agricole e ricopre perciò un ruolo assolutamente centrale per la determinazione dei futuri indirizzi nel comparto, punta a migliorare la remunerazione della materia prima conferita dai soci alle cooperative che trasformano il prodotto negli essiccatoi.

Durante l’incontro è stato fatto il punto in particolare sul Progetto integrato di sviluppo della filiera cerealicola, che vede Confcooperative capofila. Un progetto da 4,5 milioni di euro pensato già nel 2006 grazie ad uno studio realizzato in collaborazione con la ricercatrice Ivana Bassi.
Il secondo progetto illustrato è stato Agrienergie, originato anch’esso da un’iniziale studio di fattibilità condotto dalle facoltà di Agraria ed Energia dell’Università di Udine, e finalizzato a produrre energia dagli scarti di lavorazione degli essiccatoi.
giacomello«La collaborazione instaurata con questi progetti dimostra che è possibile uno sviluppo coordinato e condiviso – ha concluso Galluà, che ha voluto sottolineare: «la presenza oggi a questo tavolo di realtà che rappresentano il 50% della produzione cerealicola regionale».

La strategia di Confcooperative ipotizza anche lo sviluppo in forma congiunta di alcune funzioni (acquisto mezzi tecnici, commercializzazione dei cereali, logistica dei trasporti e formazione e assistenza ai soci) con l’obiettivo di ridurre i costi di produzione, migliorare il prezzi di vendita dei cereali e contenere i costi di trasporti.
«In questi anni Confcooperative ha svolto una costante attività di assistenza tecnica alle cooperative del settore cerealicolo: dal supporto alle progettualità per accedere ai fondi comunitari, all’incentivazione della produzione di energia da biomasse, alla formazione e aggiornamento degli addetti – ha concluso Galluà – il settore cerealicolo resta centrale nelle strategie di Confcooperative volte all’ammodernamento e riorganizzazione dell’agricoltura regionale».

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