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14/04/2010 Confcooperative
La cooperazione di lavoro: un modello sempre attuale

Centocinquanta cooperative, 3 mila 655 addetti e un fatturato totale che sfiora i 140 milioni di euro (dati 2008). E’ la fotografia delle cooperative di lavoro che oggi si riunisce in assemblea.

Centocinquanta cooperative, 3 mila 655 addetti e un fatturato totale che sfiora i 140 milioni di euro (dati 2008). E’ la fotografia delle cooperative di lavoro (attive nei settori: costruzioni, industria, impiantistica, movimentazione, manutenzione del verde, pulizie, trasporti, portierato), rappresentate da Confcooperative – Federlavoro e Servizi Fvg, organizzazione che oggi, mercoledì 14 aprile, si riunisce in assemblea per l’analisi del comparto, l’esame delle prospettive future e la rielezione degli organi direttivi. «Questo incontro – commenta Franco Bosio, presidente Confcooperative Fvg - rappresenta un momento importante per il nostro movimento. E’ un occasione di confronto e dialogo sulle prospettive della cooperazione di lavoro, un modello d’impresa che, grazie al particolare assetto societario e organizzativo, si è adattata alle diverse fasi economiche (da quella pioneristica della rivoluzione industriale, all’attuale economia della conoscenza e dell’innovazione) senza subire grossi contraccolpi». Il merito di questa “tenuta” e continua evoluzione, va al management cooperativo «che ha saputo interpretare – aggiunge Bosio – i mutati scenari macroeconomici, rimodulare l’asset interno alle cooperative senza perdere di vista il legame con il territorio ma anzi, cogliendo le opportunità di crescita in loco e inserendosi nelle politiche di sviluppo transfrontaliero e internazionale». Forte delle loro esperienze anche nell’integrazione, occupazionale e quindi sociale, le cooperative di lavoro rappresentano un partner valido per l’affidamento, da parte degli Enti pubblici, dei lavori di pubblica utilità. Quei lavori, cioè, che verranno assegnati, in base all’emanando regolamento regionale, a realtà imprenditoriali che impiegano persone iscritte in apposite liste dei centri per l’impiego, alle quali non è stato riconosciuto alcun ammortizzatore sociale. «Per la realizzazione di progetti che richiedano questa “manodopera straordinaria” – rileva il presidente – le cooperative sono i soggetti ideali, poiché negli anni hanno acquisito e maturato competenza e preparazione ad hoc riconosciute a più livelli». E l’affidamento dei lavori di pubblica utilità, potrà rivelarsi un’occasione per rafforzare il settore, per avvicinare le cooperative e pianificare nuove collaborazioni. «Crescita dimensionale e collaborazione intercooperativa – nota il presidente Bosio – sono, anche per queste realtà, la strada da seguire per diventare più competitive, solide e strutturate».
Nella distribuzione regionale delle cooperative, abbiamo la presenza di 53 cooperative nella provincia di Trieste per un totale di mille 358 addetti e un fatturato di circa 46 milioni di euro frutto, in particolare, dell’attività delle movimentazione merci, lavori speciali, vigilanza e portierato. A Udine, le 44 cooperative di lavoro associate sviluppano un fatturato di circa 56 milioni di euro e danno lavoro a mille 230 lavoratori con un’operatività delle aziende diffusa in numerosi settori economici anche ad elevata specializzazione. A Pordenone le cooperative associate sono 28, impiegano 268 addetti per un fatturato complessivo pari a 13 milioni 753 mila euro; a Gorizia, operano 19 realtà aderenti a Federlavoro Fvg, occupano 799 addetti e nel 2008 hanno registrato un fatturato pari a 18 milioni 583 mila euro.

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