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31/03/2010 Confcooperative
Cooperazione: un modello da seguire per uscire dalla crisi

Il presidente regionale Franco Bosio (in foto): «Le cooperative partner della Regione Fvg nel ricollocamento dei lavoratori in mobilità»

L’impresa cooperativa come alternativa ai lavori socialmente utili e partner imprenditoriale della Regione Fvg nella gestione del ricollocamento dei lavoratori in mobilità. La proposta parte da Confcooperative Fvg, il maggior organo di rappresentanza della cooperazione che in Friuli Venezia Giulia riunisce 775 realtà, 246 mila 432 soci, 14 mila 179 addetti, 1 miliardo 258 milioni di euro di fatturato e una raccolta complessiva delle Banche di Credito Cooperativo pari a 7,6 miliardi di euro.

A entrare nel merito, il presidente di Confcooperative Fvg Franco Bosio. «Pur essendo un’iniziativa valida, i lavori socialmente utili hanno una breve durata. La costituzione di una cooperativa, invece – sottolinea Bosio – consente di sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo che può avere successo e riscontri sul mercato, nel medio e lungo periodo».

«Grazie a una riconosciuta capacità organizzativa e imprenditoriale, le cooperative – aggiunge il presidente – garantiscono una produzione di qualità oltre a salvaguardare l’occupazione, fattore non trascurabile di questi tempi, e tutti gli elementi ad essa collegati: contribuzione e oneri previdenziali. Si tratta di realtà con potenzialità di sviluppo e continuità che la Regione Fvg deve tenere in maggiore considerazione». In che modo? Finanziando lo start up di nuove cooperative costituite dai lavoratori in mobilità o in cassa integrazione o di aziende in crisi, sostenendole nella fase di avvio e stimolando così una nuova imprenditorialità da parte dei lavoratori. Un investimento sul territorio e per la sua crescita.

«L’impresa cooperativa – sottolinea Bosio – ha nel suo dna le caratteristiche per proporsi come il modello da adottare per uscire dalla crisi, un’opportunità per concorrere a un nuovo sviluppo». Molteplici i suoi punti di forza: centralità e responsabilità del socio lavoratore; forte radicamento sul territorio (anche nelle aree marginali) che contribuisce a far crescere; importante valenza etica, mutualistica e sociale; gestione semplificata. Sono questi i principi che hanno consentito alle cooperative di risentire, meno di altre realtà, dei contraccolpi negativi provocati dalla grave congiuntura economica.

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