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29/01/2015 Confcooperative
Pesca, collaborazione fra associazioni continua

Udine, 29 gennaio 2015 – Consolidare i consorzi di gestione e le cooperative, costruire filiere produttivo-commerciali,valorizzare la produzione e promuovere relazioni intersettoriali funzionali allo sviluppo di diverse attività economiche nell’ambito costiero, come il turismo ambientale e il pescaturismo. Ma, anche, ampliare la collaborazione guardando al di fuori dai confini nazionali, verso Slovenia e Croazia.

Sono questi i principali traguardi cui punta il settore ittico del Friuli Venezia Giulia, un comparto che negli ultimi anni ha vissuto grandi trasformazioni legate principalmente alla convenzione siglata fra le associazioni regionali del settore e il Servizio caccia e risorse ittiche della Direzione centrale attività produttive, commercio, cooperazione, risorse agricole e forestali della Regione Friuli Venezia Giulia, che hanno operato con l’obiettivo di migliorare l’attività e la redditività delle imprese e l’occupazione nell’ottica di uno sviluppo sostenibile.

I numeri evidenziano come le associazioni oggi presenti rappresentino imprese singole e associate con un valore della produzione superiore ai 36 milioni di euro e circa 600 soci.. Di queste realtà fanno parte anche imprese autonome che conferiscono il prodotto alle strutture imprenditoriali associative, con un numero di addetti, direttamente dipendenti da cooperative e consorzi, superiore alle cento unità.

“Uno dei primi step del progetto – afferma Gaetano Zanutti, responsabile settore Pesca e Acquacoltura di Legacoop Fvg – è stato centrato sull’innalzamento della qualità dei prodotti e quindi della sicurezza per il consumatore. Significativa, in questo senso, è stata ed è tuttora l’attività del Centro Tecnico Informativo (CTI). Oggi guardiamo ad ulteriori obiettivi con la consapevolezza di poter contare sull’apporto dell’amministrazione regionale, che sta aiutando le imprese ad ammodernarsi e che ha creato un valido sistema di relazioni istituzionali, che comprende il Servizio caccia e risorse ittiche dell’Area risorse agricole, forestali ed ittiche e il Servizio sanità pubblica veterinaria dell’Area promozione salute e prevenzione della Regione Fvg, oltre all’Arpa, alle Aziende sociosanitarie, all’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie e alle Capitanerie di Porto”.

Avviato nel 2011, il Cti svolge la sua attività per circa 200 imprese del settore dell’allevamento e della pesca dei molluschi mettendo in rete le istituzioni settoriali, gli organi di analisi e controllo sanitario, le imprese di allevamento e pesca di molluschi bivalvi e trasferisce informazioni di carattere sanitario e le azioni intraprese dagli operatori nell’ambito dell’autocontrollo.

Fra i principali obiettivi, per il 2015, vi è il rafforzamento dei consorzi di gestione e delle cooperative. “Questo passaggio - spiega Giovanni Dean, responsabile settore Pesca e Acquacoltura di Confcooperative Fvg - risulta essenziale per la costruzione di un “reale sistema”. Oggi la maggioranza dei pescatori e degli acquacoltori ha acquisito la consapevolezza della necessità di operare in modo sinergico per contribuire alla sostenibilità della pesca a lungo termine. In quest’ottica Confcooperative, Legacoop e Federpesca hanno attivato un tavolo di coordinamento costituito dalle associazioni del settore, dai consorzi e delle cooperative di servizio e di quelle di lavoro orientate all’innovazione di processo e di prodotto con l’obiettivo di discutere e condividere le azioni funzionali all’applicazione dei contenuti dei piani di gestione, all’elaborazione di una politica e strategia settoriale unitaria e alla realizzazione di azioni di interesse collettivo”.

pesca 2015

Un momento della conferenza stampa con in primo piano Giovanni Dean di Confcooperative. Alla sua destra l'assessore regionale alla Caccia e Pesca, Paolo Panontin.

Uno dei principali cambiamenti che ha interessato il settore negli ultimi anni è stato proprio determinato dalla nuova consapevolezza delle imprese relativa alla necessità di fare gruppo e creare un sistema settoriale ed intersettoriale.

“Abbiamo ottenuto un importante risultato – prosegue Zanutti - ma consorzi e cooperative sono ancora fragili finanziariamente. Se vogliamo operare con successo dobbiamo favorire forme di supporto finanziario per il loro consolidamento e l’ulteriore sviluppo imprenditoriale e relazionale. In quest’area di attività si inseriscono le relazioni con le istituzioni locali ma, anche, quelle avviate con il Distretto di Pesca dell’Alto Adriatico. Auspichiamo inoltre l’apertura di uno sportello unico per la gestione burocratica del settore, l’attivazione di fondi di garanzia per l’accesso al credito, l’elaborazione di progetti di ricerca e monitoraggio e di azioni volte a prevenire problemi di carattere ambientale che possono creare danno al settore. Puntiamo inoltre a dare impulso al dialogo con istituzioni locali e regionali slovene e croate.”.

In termini di valorizzazione di prodotto, invece, il progetto intende differenziare le attività fra i prodotti massivi e dell’acquacoltura, in particolare per i molluschi bivalvi, per i quali è stato possibile organizzare una filiera in grado di consentire stabilità e sviluppo, e la piccola pesca costiera e per i prodotti dell’acquacoltura valliva, dove si sono registrate alcune iniziative che si propongono di valorizzare i prodotti mediante vendita diretta, vendita con sistemi informatici e ristorazione effettuata in forma diretta. Altre soluzioni vincenti sono state quelle legate all’offerta di prodotti con una shelf life più lunga e di semi-preparati per il consumo quali i molluschi sottovuoto e pesci lavorati e confezionati, mentre sono in fase di avanzata sperimentazione ulteriori innovazioni di processo, non ancora disponibili per il consumo.

Sempre con l’intento di una massima valorizzazione del prodotto una delle azioni più significative riguarderà l’adesione degli allevatori di molluschi bivalvi al disciplinare AQUA attualmente in fase di approvazione presso l’Unione Europea. Associazioni e cooperative hanno infatti partecipato attivamente all’elaborazione del disciplinare per AQUA, gestito dall’Ersa, attraverso il trasferimento delle informazioni relative alle procedure e alla tracciabilità delle operazioni di allevamento, controllo delle produzioni, raccolta, selezione e lavorazione.

Un terzo ma altrettanto significativo traguardo interesserà il coinvolgimento di strutture alberghiere e di ristorazione oltre che delle realtà operanti del campo del turismo nautico e ambientale. “La valorizzazione della filiera della pesca e dell’acquacoltura anche in chiave turistica - continua Dean - è un obiettivo a nostro parere raggiungibile. Abbiamo rilevato un’attenzione crescente da parte delle imprese e disponibilità a investire, tuttavia vi sono alcuni vincoli normativi che inducono prudenza. Siamo in ogni caso ottimisti anche in virtù dell’avvio operativo del Feamp-Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca - e di altri provvedimenti comunitari finalizzati ad applicare misure di conservazione e gestione degli stock ittici e supportare finanziariamente l’ammodernamento del settore e la valorizzazione dei prodotti. Auspichiamo l’elaborazione di un programma selettivo, snello e con procedure burocratiche semplificate”.

Dal canto suo l'assessore competente Paolo Panontin precisa: “La condivisione di alcuni obiettivi strategici, primi fra tutti il sostegno ai processi di aggregazione e la sostenibilità ambientale, tra imprese e associazioni del comparto ittico e la Regione ha portato in poco tempo a risultati davvero soddisfacenti ha messo a disposizione risorse importanti per sostenere l'innovazione e la qualità delle nostre imprese, soprattutto se in forma associata, e continuerà a farlo anche attraverso l'attuazione del FEAMP e l'utilizzo di ulteriori canali di finanziamento legati alla cooperazione europea. Vogliamo essere sempre più vicini agli operatori e, anche per questo, ci impegneremo, per quel che ci compete, per semplificare quei passaggi burocratici che talvolta ostacolano invece di favorire lo sviluppo delle imprese regionali”.

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